Visita alla Scala S. Maria del Monte
- Giorgia C.

- 27 nov 2025
- Tempo di lettura: 2 min
Aggiornamento: 18 feb

Oggi abbiamo partecipato alla visita guidata organizzata dal professore Damiano Pino Pitari per conoscere meglio la storia di Caltagirone e dei suoi monumenti e per capire come legarli agli articoli della Costituzione italiana.
Partendo dalla nostra scuola e arrivando alla Scala Santa Maria del Monte, ci siamo soffermati a guardare ciò che caratterizza la città: il museo della ceramica, il panorama che offre Caltagirone, la statua dedicata a Gualtiero e quella dedicata a Struzo, la Galleria Don Luigi Sturzo, la Cattedrale ed infine la bellissima scala della Matrice. Abbiamo avuto modo di conoscere l’architetto Luigi Falcone, il quale ci ha raccontato la storia della Scala e della sua storica luminaria. La Scala Santa Maria del Monte fu costruita nel 1606, come unione tra parte alta e parte bassa della Città di Caltagirone. Rappresentava quindi un modo per collegare la chiesa di Santa Maria del Monte e il centro cittadino ed era inizialmente concepita come una strada scoscesa. I gradoni che vediamo oggi un tempo erano ancora più larghi e divisi da piazzole che collegavano i vari vicoli. Ma nel 1844 avvenne un cambiamento e la scala venne ristrutturata, così che le piazzole vennero trasformate in 142 gradini. Nel 1956 Antonino Ragona, Preside dell’Istituto d’Arte della ceramica, decise di abbellire i gradini con delle maioliche in ceramica tutte diverse fra loro.

La Scala è infatti strutturata in dieci blocchi che rappresentano periodi diversi di Caltagirone, per esempio il primo blocco introduce il periodo della dominazione araba che comincia nel X secolo. Dopo aver appreso ciò abbiamo visitato il Museo digitale “Luminaja”. Qui ci hanno spiegato come vengono realizzati i coppi che usiamo per abbellire la Scala i giorni in cui viene illuminata, ossia il 24 e il 25 luglio per la Festa di San Giacomo, il Santo patrono, e il 14 e 15 agosto per la Festa di Maria Santissima del Ponte.
Inoltre ci hanno raccontato quando la scala venne illuminata per la prima volta, ovvero il 24 luglio del 1860, una sera ritenuta indimenticabile. L’illuminazione tramite i coppi era ispirata alla tecnica di ricamo “a filet” con il quale le donne devote e le suore ornavano i paramenti e gli arredi sacri. Successivamente ci hanno raccontato che i colori dei coppi hanno un significato infatti:
Il viola è il colore dell’Ametista e ricorda il tempo del lutto.
Il rosso Rubino rappresenta lo Spirito Santo
Il bianco Diamante rappresenta i momenti sacri dell’anno come la Pasqua e il Natale.
Il blu Lapislazzuli simboleggia la Vergine Maria
Infine, il verde Smeraldo rappresenta la speranza
Ciò ci fa capire che i colori usati non sono mai casuali. Alla fine della visita, la guida ci ha mostrato una riproduzione in miniatura della Scala, che tramite uno schermo cambiava disegno, così uno alla volta abbiamo provato tutti i disegni possibili, fotografando ogni momento.
È stata un’esperienza bellissima e indimenticabile!!!

Giorgia C.



